Stt, altri due indagati: emesse fatture per prestazioni inesistenti

Dall'inchiesta della Procura in relazione ai contratti di consulenza stipulati dalla holding emergono altre due persone inquisite: il presidente di una cooperativa di Parma e il numero uno di un'azienda romana

Ci sarebbero altri due indagati nell'ambito dell'inchiesta Stt aperta dalla Procura di Parma in relazione ai contratti di consulenza stipulati dalla holding del Comune. Dopo Andrea Costa, ex presidente di Stt, a quanto si è appreso sono stati iscritti al registro degli indagati il presidente di una cooperativa parmigiana e il numero uno di un'azienda romana.

La notizia è stata data nel corso del Tg di Teleducato, che ha fatto riferimento alle ragioni per cui queste altre due persone sarebbero inquisite. Stando agli inquirenti, la cooperativa e la società romana avrebbero emesso fatture per prestazioni inesistenti. Gli uomini della Guardia di Finanza coordinati dalla pm Paola Dal Monte avrebbero verificato che la cooperativa e l'azienda in questione operano in ambiti tali da non poter giustificare nessun rapporto con la holding Stt.

I CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE CHIEDONO LE DIMISSIONI DEL SINDACO

"La questione penale resta, come sempre, di esclusiva competenza della Magistratura. La questione politica assume connotati di sempre crescente gravità e preoccupazione. Si comprendono bene, adesso, la lacunosità e la parzialità della produzione dei documenti rilasciati agli scriventi; si comprende, ancor meglio e prima, il ritardo nella consegna.

Al momento, con riserva di approfondimenti, svolgiamo una prima osservazione, rivolta personalmente al Sindaco: si sta delineando una situazione insostenibile, di una gravità maggiore di quella che temevamo; una situazione, di fronte alla quale non ci si può parare dietro ad un sempre meno credibile “non sapevo”. Ebbene, se il Sindaco non fosse in grado di dire altro che questo, non potrebbe, secondo noi, che assumersi  la responsabilità della situazione e trarne le conseguenze sul piano della responsabilità politica personale, dimettendosi.

C’è una ragione precisa ed evidente a fondamento di questa affermazione: l’omissione dell’obbligo (per un verso, politico, e, per altro, giuridico) di vigilanza e di controllo; un obbligo, reso ancora più evidente dal fatto che la preoccupazione in città, e non solo degli scriventi, sulle modalità di conduzione delle società partecipate era presente da tempo e sempre più crescente".

Giorgio Pagliari (Pd), Marco Ablondi (Rc), Maria Teresa Guarnieri (Ap-Av)

 

LA NOTA DI PATRIZIA MAESTRI, SEGRETARIA GENERALE CGIL PARMA

“Speravamo che finalmente le (cattive) sorprese fossero finite, anche se è proprio di queste ore la notizia che ci sarebbero altri due indagati nell'ambito dell'inchiesta Stt aperta dalla Procura di Parma. Questa città non ha davvero bisogno di nuovi scossoni, semmai di recuperare fiducia in un’Amministrazione che da mesi – e sempre più concitatamente nelle ultime settimane – sembra perdere pezzi e credibilità. E non a causa di strumentalizzazioni e attacchi politici arbitrari, ma per scelte ben precise di chi la governa, di cui le vittime sono i contribuenti, ovvero noi tutti, cittadini di un “ducato” da troppo tempo gestito secondo criteri di vischiosità e scarsa trasparenza – e forse approssimazione, non meno grave per chi si occupa del bene comune –, criteri che oggi presentano il conto e di cui le dimissioni di Andrea Costa non sono che il doveroso, inevitabile epilogo.
Adesso serve chiarezza. In primo luogo è necessario avviare un percorso di disboscamento delle oltre 40 società partecipate del Comune e adottare pratiche e criteri cristallini per il finanziamento dei progetti.

Quello che ora serve è cercare di salvaguardare ciò che ancora funziona, fare sistema e convogliare le (poche) risorse disponibili dove occorrono maggiormente, con particolare attenzione per i bisogni di chi paga le tasse e si potrebbe veder ridurre benefici, servizi, diritti: giovani, lavoratori, pensionati, famiglie.
Credo che tutti questi soggetti apprezzerebbero che il bilancio preventivo con cui l’Amministrazione Comunale si appresta ad affrontare il nuovo anno sia, per una volta, il più condiviso e partecipato possibile, frutto di un confronto serio e sereno con tutte le parti sociali interessate. Noi siamo in attesa di poter finalmente constatare un’inversione di rotta su questo tema, e che non sia solo di facciata.

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La Cgil di Parma rappresenta oltre 75mila iscritti nel territorio: forse sarebbe utile che, insieme agli altri sindacati e agli altri soggetti portatori di istanze collettive, venisse chiamata a dare un contributo non solo formale alla stesura del bilancio di previsione, come avviene in tantissimi altri Comuni. Poco vantaggioso sarebbe, al contrario, essere chiamati a prendere visione di un bilancio blindato e senza possibilità di discussione. Auspichiamo che il passato insegni qualcosa. Per il futuro della città.”
 

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